IL BELLO DELLA PIZZA

 

9

E’ davvero una sensazione unica quella di sentirsi accarezzare dai profumi della tavola, ed ancor di più essere tentati ad azzardare oltre qualche morso.

Tra le innumerevoli sfaccettature culinarie del nostro beneamato stivale italico abbiamo dunque il bello della PIZZA. Chi di noi non si è lasciato tentare almeno una volta da un invitante pezzo di questo interminabile trionfo di sapori? Stiamo parlando di un cibo pratico, perfettamente integrato negli usi e nei costumi un po’ di tutti, di una delle pietanze più conosciute al mondo e dal sapore inconfondibile, di un prodotto gastronomico tipico della rinomata italianità. Formidabile orgoglio partenopeo riflette, quasi a specchio, l’amore verso la cucina e la passione verso le cose belle della vita. Si fregia di tutti quei gusti che la fantasia umana è capace di sfornare!!! Rappresenta non solo l’eccellenza di un territorio, ma anche e soprattutto la profonda valenza simbolica propria della storia di cui è portavoce. Ha origini antichissime e si presenta come la naturale evoluzione di alimenti azzimi prima e della focaccia poi.

Già i Sumeri infatti, circa 5.000 anni fa, presentano nelle loro memorie delle bizzarre formulazioni di pani tristemente lievitati a cui aggiungevano spezie e verdure di vario genere anche se molto più frugali rispetto alle nostre. Con la scoperta dell’America e l’arrivo in Europa della pianta esotica dei pomodori, dei peperoni e del mais grazie ai primi colonizzatori spagnoli, i colori del palato iniziano ad arricchirsi di sapori a cui è davvero difficile resistere: un morso tira l’altro!!! Intorno ai primi anni del XVII° secolo inizia lentamente ad affacciarsi la necessità di rendere più e meglio digeribile la classica schiacciata di pane.

Dopo la seconda metà del Settecento iniziano a nascere le prime vere e proprie pizzerie con lustro di clientele altolocate provenienti da ogni dove. La prima consegna a domicilio si realizza invece nel 1889, quando un rinomato pizzaiolo napoletano recapitò una pizza a base di mozzarella, pomodoro e basilico proprio al Re d’Italia Umberto I e alla sua consorte la Regina Margherita alla “Reggia di Capodimonte”. Pensò bene, avendo utilizzato degli ingredienti che richiamavano il “Tricolore d’Italia”, di dedicarla alla regina da cui per l’appunto prese il nome: Margherita. Farina, lievito madre, mozzarella, basilico ed un po’ di sale sono gli ingredienti essenziali che costituiscono una eccezionale materia prima molto economica. Ogni regione poi ha i suoi “Ingredienti Speciali” capaci di esaltarne il gusto e di impreziosirne a giusta ragione, le dipendenze!!!

Rito sociale in uso ormai da secoli si presenta come un alimento semplice e gustoso adatto anche alla creazione di grandi manicaretti capaci di aggregare, in piedi o intorno ad un tavolo, praticamente chiunque!!!

Precedente CRONACA DELLA LEGIONE PERDUTA Successivo WINDOWS 10 LA SVOLTA